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19 novembre 2004

 Life is too short to drink bad wine

 

Ho aperto gli occhi e ho stretto tra i denti una bestemmia.
Mi è successo di nuovo, ho dormito in bagno.
Mi sento come se avessi un frullatore nella testa, uno di quelli multifunzione multivelocità multidolore.
Una fitta mi percorre senza mai fermarsi rimbalzando tra le tempie della mia testa di cazzo. Nello stomaco guerra civile, una sbobba di patatine pizzette vino rosso acido aspetta di essere digerito, di essere scomposto, ma sarà una cosa lunga lo so già, lunga e penosa.
E’ la solita storia quando ti capita qualcuno con le braccine corte che porta barili di vino di pessima qualità. Fottuti tirchi. Non si beve così, no.
Scendo le scale di casa, mi ricordo a malapena com’è composta. Gente è ammucchiata sui divani, in posizione contorte. Un groviglio di corpi ancora vestiti. Roba da far schifo, ora capisco perchè ero in bagno.
Sveglio Marco, che è una persona discreta, e quindi si è addormentato un paio di metri da tutti, con la faccia a terra vicino alla porta di metallo che da in giardino.
Porta aperta.
Un ragno di fuoco ha teso una ragnatela vermiglia sui suoi occhi.  Si alza tossendo e scattarrando. Deve aver preso una gran freddo.
Paolo, che è invece una persona furba, ha dormito in macchina. Anche se è alto quasi due metri sembra che sia l’unico che ha dormito bene. Bene per dire, infatti ci guardiamo tutti e tre, con la faccia gonfia e rossa, in mezzo a una casa di cadaveri alcolizzati.
Non che fossimo di pasta diversa noi altri ma almeno eravano svegli. Avremmo potuto fregare il portafoglio a tutti e andarcene, chi avremmo rivisto tanto?
Paolo, che era furbo, lo avrebbe fatto. Marco no. Io in ogni caso sarei rimasto a guardare.
Comunque abbiamo preso le nostre cose, solo le nostre perchè non ci andava di rischiare guai, e ce ne siamo andati.
Per arrivare a casa ci volevano circa 2 ore di macchina, un bel viaggietto. Per bere e mangiare gratis però ci è sembrato niente, poi di sabato, quando non si sa cosa fare.
Marco si ranicchia dietro maledicendo il vino, ripetendo la solita cantilena del mai più. Mai più questo, mai più quell’altro, mai più bere, mai più uscire, direi mai più mai mai mai. Sembra un pò un povero scemo, ma lo capisco, quante volte anche io mi sono trovato a lagnarmi così.
Paolo invece è tranquillo perchè si è regolato. Si regola sempre Paolo, si guarda intorno, bevicchia e cerca di abbordare qualche tipa, non si ubriaca mai, sta lontano da queste cose, da situazioni del genere. Ovviamente non ha rimorchiato, ma si sa, è questione di tempo, prima o poi qualcuna ci deve cadere, è matematico.
La statistica non mente, chi persevera vince e bisogna ammetterlo che Paolo è un vincente.
Passiamo per un paesino steso lungo una strada, quattro case cresciute affianco l’asfalto e un fontana d’acqua. Decidiamo di fermarci e bere, sentiamo puzza d’uovo marcio e capiamo che deve essere vicina una fonte termale. Bevo alla fontanella e sputo via subito. E’ calda, è dalla fontana che viene l’odore.
Ridendo ce ne andiamo passeggiando intorno. E’ pieno di polizziotti, dicono che sono qui per fare una pausa durante un trasferimento. Sa tanto di cazzata e non ce ne frega niente. Ci prendiamo un panino con la porchetta. Per il porchettaro io sono “a bello” e paolo è “chicco”.
Questo è Paolo, uno che si mette a parlare di qualunque cosa con qualunque persona. Parlano di calcio, del grasso che da gusto al panino mentre mi guardo attorno e la luce mi entra nel corpo, mi riscalda. Testa vuota.
Cerchiamo a piedi una pista di kart che deve essere da queste parti, abbiamo visto un cartello mentre venivamo in macchina. Arriviamo su una strada sterrata appena fuori il paese. Scorre qui un fiume trasparente con il fondo azzurro-verdino, ciuffetti d’erba qua e là. E’ l’acqua termale che è così limpida. Sembra una cartolina dei caraibi, sembra una lingua di paradiso che scivola nel bosco rinsecchito. Rimaniamo qualche minuto a fissare l’acqua stupiti, ebeti. Tutta quella luce al mattino sembrava un fantasma, questo paese un dono di dio verso la strada di casa. I poliziotti che mangiano panini con la porchetta bevendo birra,  questo fiume serafico, gente che ti parla come se non aspettasse altro, come se fosse lì ad aspettare proprio te. Talmente semplice e bello da sembrare ridicolo.

 
Andiamo bello

 
Ok chicco

 
Ridendo saliamo in macchina e andiamo via prima che sia troppo tardi, prima che si abbassi il sipario.
Marco continua a rimanere ranicchiato, dorme, silenzioso vive il suo travaglio. L’aria celestiale di quel paesino non lo ha toccato. Forse perchè  tanto lo sanno tutti che i poliziotti sono nati per manganellare, che la porchetta non ti viene mai regalata, la paghi, che l’acqua sicuro era inquinata, che non esiste paradiso in terra.

 

da www.beat-happening.splinder.com

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18 commenti
  1. Occhidistratti permalink

    Auuuhhhhhh

  2. PePPyVii permalink

    mah chissà…dipende da che concetto si ha di PARADISO… :) perchèNO?

  3. volso permalink

    peppy boh

    occhi tutto ok?

  4. crapamal permalink

    Migliori a vista d’occhio…bel post…

  5. volso permalink

    grazie crapamal, una tua visita è un onore eheh…
    salutami il circolo degli stronzi.

  6. occam1 permalink

    c’e’ un filosofo in te….
    saludos da Lambert.

  7. anonimo permalink

    Mi piace questo racconto, l’hai scritto tu?
    Ciao.

  8. revel permalink

    E’ una questione d’onore volso, i muri devono sparire. :))

  9. farfallaSconclusionata permalink

    …ho un ippogriffo che si crede un gatto..

  10. milford permalink

    quando l’eccezione sovrasta la regola
    si può dire che è un buon inizio.

  11. kassovitz permalink

    Si è più svegliato Marco?

  12. volso permalink

    occam Io filosofo? Eheh… e chi mi da da mangiare poi?!?

    after Si è mio… ho provato a commentare una cosa scritta sul tuo blog, riguardo i mtv awards, ma non ci sono riuscito. Peccato. Comunque coxon è un grande.

    revel si forse hai ragione eheh…tanto la macchina è tua :)

    farfalla io ho un fratello che si crede più furbo di me…

    milford lo prendo come un complimento anche se non ho capito bene (altro che filosofo!)

    kassovitz si, si è ripreso ma continua a sparare cazzate.

  13. revel permalink

    E certo…hai letto il nuovo messaggio di marco conidi, eheheheh ma dovrei cancellarli? Ma no dai…

  14. Lypsak permalink

    Quando il vino fa veramente cacare, buttaci dentro un bel po’ di zucchero, un filo di noce moscata, peperoncino (e cannella, se ce l’hai). Se puoi, scalda tutto, sennò pace. Da’ retta, dimezza i danni. Parola di distillatrice.

  15. ninna_r permalink

    La scena da campo di battaglia con gente accasciata un po’ ovunque l’ho già vissuta…

    Leggendo mi sembra di conoscerlo il paese in questione (…ricordando che strada fai tu per andare a casa…)
    Sono sempre più convinta che finiamo negli stessi posti…(…ora puoi anche pensare: e sti cazzi!!! Verrebbe spontaneo pure a me…)
    :)

  16. volso permalink

    revel sono belli?

    lypsak sei una stregona o qualcosa del genere?

    ninna non sono così acido eheh… anche un altro tipo su internet che ha letto questa cosa ha detto ci passa sempre pure lui. Sarà un posto famoso. Vicino Rieti.

  17. ninna_r permalink

    Ah…meno male…mi aspettavo un bel “e chi se ne frega…”

  18. Lypsak permalink

    Stregona? Solo in materia di gioco di ruolo, a volte. In realtà sono un’ottima cuoca.

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