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11 febbraio 2005

[Ora tutto quadra

Si è seduto davanti a me con la faccia beata di un angelo mattutino.
Alza le mani pieno di ispirazione e la sua faccia viene attraversata da un ruga che è segno visibile del suo stato di luminare.

R:Merda! Vieni a me!

La stanza rimane in un silenzio criptico.
Mando giù un sorso del mio bibitone. Uova-latte-vodka. Un pizzico di pepe nero.
Poi lui si alza maestoso e zompetta veloce in bagno. Chiude a 3 mandate e spezza la chiave tentando di fare anche la quarta.Rimango a bere per quasi trenta minuti. Poi mi verso un bicchiere d’acqua per un aspirina.
R. è un miracolato, un indemoniato, un deviato.
Si sente il rumore di mattonelle che esplodono e di acqua che esce dai rubinetti.
Poi sfonda la porta a calci ed esce tranquillo e pallido.

V:Ti sei cagato l’intestino?

R:Anche qualcosa di più…

V:Com’è?

R:Penso sia come partorire

V:Andiamo a fare shopping per il bambino?

R:ok

La città luminosa ci aspetta. Siamo nel periodo più splendente nell’anno. I lampioni sono accessi anche di giorno, come le macchine parcheggiate. Se dimentichi gli abbaglianti -16 punti. Se smetti di suonare il clacson mentre guidi confisca del mezzo.
Entriamo nel primo supermercato semi deserto. R. stende con una ginocchiata nelle palle il commesso dietro il bancone dei prosciutti. Quello si accascia e lo teniamo steso lì che nessuno lo vede.  Ci infiliamo il camice bianco.
Mangiucchiamo latticini e olive in salamoia.

Signora:Mi fa due etti di prosciutto?

V:Certo signora. Questo va bene?

Signora:E’ buono?

Ne taglio una fetta e lo assaggio.

V:Si, niente male.

Signora:Allora me ne faccia 3 di etti!

R:Avresti dovuto fare il macellaio, altro che pornostar. Sei un dio.

V:Grazie.

Taglio delle fette di prosciutto spesse come bistecche. Incarto e tiro il pacco in testa alla vecchia.
Quella inciampa all’indietro e cade su uno scaffale di barattoli di sottaceti.

R:Signora cazzo! Quelli li deve pagare poi!

La signora non risponde.
Assagiamo qualche cipollina che galleggia sul pavimento. Adoro le cipolline.
Anche i carciofini. Ma le cipolline sono le migliori.
Intanto sbuca da una scatola di cartone una commessa con la faccia addormentata.

Commessa:Prima che arrivi il direttore è meglio che scappiate…

R:Grazie baby.

Commessa:niente, ma ora andate

R:E mi spiace per l’altra volta, ero impegnato.

Commessa:Fa niente. Dici sempre così…

R:Adios! E tieni da parte qualcosa di buono che passo da te un giorno di questi.

Ci strappiamo di dosso i grembiuli e corriamo via. Nella fuga riesco a prendere al volo una scatolone di chewingum.
La cassiera mi manda un bacio e intanto nel reggiseno si infila un buono pasto. Le telecamere a circuito interno sono tutte puntate sulle sue tette.

V:Ma quella la conoscevi?

R:E’ tua sorella

V:Ah cazzo. Come si è ridotta.

R:Già.

V:Ma te la sei scopata?

R:La cosa ti interessa?

V:No

Saliamo sulla nostra panda che abbiamo scoperchiato con una apriscatole. Fa caldo e noi piace avere il vento tra i capelli.
Fa caldo e noi ascoltiamo i Sonic Youth.
Non c’è traffico, sarà che ci sono le targhe alterne. Sarà che hanno detto che ci sarà un attentato.
Ma noi abbiamo bisogno di vestiti nuovi per il bambino, pannolini e tutte cose così.
Mentre R. guida lento, entro i limiti di velocità, cominciamo ad ingozzarci di gomme. Ne mastichiamo una ventina a testa.
Poi trenta. Abbiamo dei grossi macigni di plastica nelle guancie.
Intanto ci raccontiamo barzellette e rischiamo il soffocamento.
Ad una curva R. preso da convulsioni a causa delle risate, si cappotta e mi vedo volare via sul marciapiede.
Perfortuna avevamo tutti e due il casco.
Ci alziamo escoriati ma è tutto ok.
Lasciamo la cara panda e proseguiamo a piedi. A ogni macchina ci stacchiamo un pezzo di pallone dalla bocca e blocchiamo la serratura.
Dopo circa mezzo chilometri di sportelli riusciamo di nuovo a parlare e in fondo la via si sente un’esplosione.

V:Addio pandoro. Ti ho voluto bene.

R:Amen

V:Sai, mi sento un pò stanco.

R:Menomale siamo arrivati alla cicogna. Il miglior negozi per bimbintestini.

V:Uff. Davvero, menomale.

Entriamo.
Un tizio travestito da cicogna ci porge dei drink.
A me uova-latte e vodka. A R. acido muriatico.

V:ehi come cazzo faceva a sapere i nostri gusti?

R:Ho telefonato

Uno sparo e vedo l’uomo cicogna volare via, sbalzato da una pallottola in petto.
Si infrange sul reparto culle dove esala il suo ultimo respiro. Spettacolo meraviglioso, surreale. Soprattutto se si assiste con un buon drink tra le mani.

NonnodiR.: L’ho beccata! Ho preso una fottuta cicogna finalmente!

R:Nonno, che cazzo fai qui? Quello era un travestito!

V:L’ho chiamato io

NonnodiR:Se era un travestito ancora meglio!

R: Merda. Ora non c’è più nemmeno una culla che non sia sporca di sangue.

V: Dai ci penseremo un’altra volta. Adesso pensiamo ai vestiti.

NonnodiR: e io che faccio?

V:Senti vaffanculo.

R:E portati via l’uomo cicogna.

Cominciamo a girare nel reparto intestini. Lunghi calzini di lana multicolore dovrebbe contenere il figlio di R. che però gira con lo sguardo un pò perplesso. La qualità dei prodotti non sembra accontentarlo.
Dopo 6 ore tutti se ne vanno e rimaniamo solo noi a girare. Rimane con noi solo una commessa per tenerci a bada.

V:Sono un pò stanco…

R:Meglio questa sfumatura o questa? E secondo te gli cresceranno le braccia tra un pò?

V:Non so…c’è da pensarci…

R:mmh…

Commessa:Mi sento sola…

V:eh?

Commessa:L’uomo cicogna era mio marito

V:E allora?

Commessa:Non parlo con te.

V:Ah ok

R:Senti, non ho tempo ora.

Commessa:Dici sempre così tu.

R:Andiamocene. Questo negozio non mi piace.

Commessa: Se ti va chiamami

R: Ok baby.

V: Ciao eh!

Ci sediamo su un muretto sul lungotevere.
Fumiamo qualche sigaretta e riprendiamo fiato.
E’ stata una giornata lunga e infruttuosa, purtroppo. Come sempre.
Il piccolo di R. rimarrà senza vestiti stanotte. Comunque sono bravo all’uncinetto e magari farò una sorpresa al mio amico.
Dondoliamo le gambe nel vuoto. L’acqua marrone sotto scorre veloce eppure mi da la sensazione di melmoso.

R:posso farti una domanda?

V:Certo

R:Perchè hai chiamato mio nonno?

V:lo trovo simpatico

R:Ah. E perchè l’hai mandato a fanculo?

V:Non sapevo che l’uomo cicogna servisse drink.

R:Ora capisco tutto. Sai com’è, ogni tanto manca un tassello per riordinare il senso della giornata…

V:Si è vero. E a proposito…

R:Cosa?

V:e quella di prima chi cazzo era? La conoscevi?

R:è tua sorella.

V:Ah. Ora tutto quadra.

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14 commenti
  1. lillisa permalink

    aaaah… ma allora girano solo yogurt allucinogeni dalla barriera roma nord in su….

  2. grRRiiz permalink

    [bello]

  3. anonimo permalink

    che cxc ehehe…
    MAD

  4. yukiwatami permalink

    cazzo per culo

  5. lenzuola permalink

    E’ colpa dei troppi yougurt ..sono lassativi

  6. fatboy permalink

    semplicemente splendido. sei in uno stato di grazia. cazzo.

  7. volso permalink

    fatboy___ amen.

    lenzuola___ post di merda dici? A me ha fatto piacere scriverlo…forse hai ragione…è come cagare

    yuki___ figa per tette?

    mad___ finalmente ti si rivede. Mi sei mancato…

    grrriiz___ lo so.

    lillisa___ no. E’ l’insonnia. Mi racconto queste favole per dormire.

  8. Lypsak permalink

    Sicuro che quadri davvero? mancano l’epilogo, il preambolo, il proemio, la parte terza, la seconda cantica, le ottave dalla XII alla XXIV e il freno a mano.
    Hellzapoppin ha i suoi canoni.

  9. lenzuola permalink

    No ma che di merda:(
    Tu sai fare fiori anche quando evaqui.

  10. volso permalink

    lenzuola potrei citare lo zio hank ma non lo faccio…c’ho sonno…

    Lypska e chi cazzo è hellzapoppin?

  11. anonimo permalink

    tranquillo zì..io ci sono sempre..
    MAD

  12. Novocaine permalink

    delirante….

  13. volso permalink

    delirante?
    scritto che ero tranquillissimo…

  14. revel permalink

    E’ divertente volso, mi piace.

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