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3 dicembre 2005

Quer Pasticciaccio brutto de via Merulana, Carlo Emilio Gadda (Biblioteca di Repubblica)

Questo è un libro che per leggerlo ho impiegato davvero tanto, e non perchè non mi piacesse, anzi, ma spesso vengono usati vari dialetti, nei dialoghi, nelle riflessioni. Un grande miscuglio di parole spesso a me sconosciute, e mi sono ritrovato a dover rileggere intere pagine per poter capire bene. La naturalezza con cui vengono miscelate le lingue, l’enorme vocabolario usato rende questo libro davvero prezioso, è veramente una miniera. Ma oltre questo Gadda, per quanto mi riguarda (non mi piace parlare troppo in generale perchè non sono un critico) riesce a rendere così reali i personaggi che attraversano i libri, in maniera lenta e coinvolgente da lasciare veramente disarmati alla fine del libro, quando ci si accorge che è tutto finito (o che meglio, non è finito).
Nella descrizione della vecchia Roma (nell’era fascista), delle storie che si incrociano, nei fatti da nulla, ci sembra quasi di poter conoscere ogni personaggio anche secondario. Per essere più pratico nello spiegare, se per esempio Gadda ci descrive un personaggio che fin ora non ci era stato presentato e questo parla, ho avuto la sensazione di stare proprio io parlare con questa persona e di sentirmi influenzato nel capire quello che diceva non solo dalle parole, da com’era vestita, dall’atteggiamento, dal suo aspetto. Beh non è certo una cosa che capita con tutti gli scrittori. Gadda è vellutato, nasconde la sofferenza e l’incomprensione verso il mondo attraverso una filosofia sofisticata. Il commissario Ingravallo, il personaggio principale che indaga sull’assassino di una sua conoscente, è un personaggio intelligente, (buono?), che è costretto a vivere una realtà che non gli piace, ricerca la verità sapendo che non la troverà mai questa verità. Un personaggio a cui pian piano mi sono affezionato, fino alla fine, fino a quando nonostante tutto si trasforma nel tipico personaggio che lui non vorrebbe mai essere.

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One Comment
  1. albaviola permalink

    mah. non direi che gadda nasconde. gadda sputa fuori con rabbia tutto il suo odio… tutto diventa enorme e grottesco proprio a causa di quell’odio per una realtà incomprensibile. vellutato… davvero strano aggettivo se accostato a gadda. non so.

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