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27 febbraio 2007

Oggi a Roma è stata una giornata bellissima. Sole, tanto sole. Una giornata beffarda per certi aspetti.
Arrivato alla centrale di lettere e filosofia, nella città universitaria, in  un’oretta circa sono riuscito a compilare il piano di studio. La parte che chiedeva "nome cognome e matricola". Ora mi tocca il resto e ho quasi voglia di ritirarmi nonostante i miei ben 12 esami dati finora (cioè nulla).
Piuttosto perplesso mi sono avviato per una passeggiata prima di andare dal dentista.
Viale regina margherita nonostante sia una delle vie più trafficate di roma è comunque piacevole a piedi.
Una volta ogni morto di papa.
Sono arrivato a Villa Torlonia, sulla nomentana. Mentre camminavo,visto che ho rinunciato definitivamente all’ipod che mi ha tradito in tutti i sensi immaginabili, mi è stato impossibile non pensare.
Mi sarebbe piaciuto non pensare. Di solito con la musica ci riesco bene. Faccio finta chessò, che un testo dei Pgr sia il mio pensiero (magari fossi capace di tanto).
La cosa interessante è che pensavo come se dovessi scrivere i miei pensieri. Insomma, penso come scrivo. E’ piuttosto allarmante, speravo di essere uno di quelli che scrive quello che pensa. Invece no, è il contrario.
A Villa Torlonia mi sono steso su uno scalone che da su quel campo di terriccio grigio (non mi viene il nome appropiato del terriccio grigio) a dormire al sole bello che dicevo all’inizio. Fino a quando 4 studenti si sono messi a poco meno di 15 metri da me a fare un cruciverba. Solo che lo facevano urlando. Magari la loro era una richiesta implicita di aiuto, non so. L’incomunicabilità.
Mi sono alzato per spostarmi di un pò. Una gigantesca inquietante cornacchia mi ha seguito per quasi trenta metri.
Dopo essermi steso, ancora, al sole, ho preso a leggere (James per la cronaca). Ogni tanto mi fermavo per pensare, sempre come se scrivessi.
Poi, beh, il dentista, il ritorno in metropolitana, qualche storpio, il treno, ancora a leggere.
Ma non interessa me, figuriamoci a voi. Il resoconto di un pomeriggio.
Il punto è che speravo di avere qualcosa da scrivere, veramente, legato ai miei pensieri.
Ah, ecco. La pozzolana.
Mi sento di una tristezza tale che passerei ore e ore a mettere parole una dietro l’altra senza dire nulla.

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4 commenti
  1. anonimo permalink

    la cornacchia stava comunicando con te

    sesa

  2. revel permalink

    E io potrei scrivere come te, per ore. Anzi stasera l’ho fatto ma non come te per stile. Ora mi sento vuoto, una sensazione tra il piacevolmente soddisfatto e il “ma che cazzo ho fatto?”.

    Ah l’incomunicabilità….

  3. volso permalink

    ma ti ricordi i bei tempi?

  4. crinolina permalink

    anche io oggi sono andata a villa torlonia, nel dopopranzo.
    ho in testa le voci di cinque ragazzi laureandi che parlavano e parlavano di chissà quale professore importante.
    si,proprio una bella giornata.

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