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11 settembre 2007
What we talk about (when we talk about love)

<Come gli uccelli che adocchiano una preda, sotto il pelo dell’acqua o in volo, e si fiondano in picchiata e in un lampo l’afferrano. Ecco come ti sei comportato>

<Cosa intendi?>

<Intendo dire che solo adesso ti sei accorto che la tua preda scoppiava di vita. Era in effetti un essere vivente. Solo dopo esserti fiondato addosso a lei, dopo che te le sei mangiata, magari intera, senza neanche assaporarne il sapore allora ti sei ricordato della natura delle cose. Non hai avuto alcun riguardo, alcun rispetto>

<Non mi sei di aiuto>

<Non ho intenzione di aiutarti, lo sai>

Amsterdam, scorrono i Coldplay dalle casse disastrate e gracchianti del bar.
I Coldplay, un gruppo che ti tocca ascoltare in qualunque posto, da qualunque radio, che sia quella locale di Minturno o di Tokyo.
Una tipica canzone estiva di sottofondo, in una tipica conversazione tra due amici di vecchia data, uniti più dalla vita che dal temperamento, dal carattere.
E su un tipico tavolino sul marciapiede aspettano di essere consumate una tonica e un bicchiere di limoncello.
Già questo spiegherebbe esaurientemente le distanze tra i due.
Sparsi e vibranti riposano sul legno laccato svariati fazzoletti che prima avvolgevano panini. Pace all’anima loro, hanno concluso la loro esistenza tritati, corrosi, assorbiti. Reincarnarsi in un panino, che esperienza terribile deve essere. Peggio di un laureato in lettere, forse.
Poi una bottiglietta d’acqua Uliveto. Che Del Piero prenda la sua percentuale.

<Ora ti lamenti, con distanza, con apatia. Mi vieni a rompere l’anima, tu e il tuo limoncello>

<Tu cosa faresti?>

<Andrei da lei e gli direi “Ero un rapace affamato e ti ho preso senza considerare che eri un essere vivente. Dovevo saziare i miei istinti. Ora quello che è stato è stato. Non mi considerare troppo una merda”.&gt;

<E poi?>

<E poi niente>

<Ma la voglio ancora>

<Se è scema ci casca anche un altro paio di volte. Dopotutto i pesci piccoli e le passere hanno l’abitudine a dimostrare ripetutamente il loro ruolo nella catena alimentare. Lo capisci anche da come si schiantano sulle finestre>

<Ora sei tu offensivo nei suoi riguardi. E ti risulta normale che tutto sia così normalmente squallido?>

<Si, forse è normale. Il punto è che non hai diritto a rompermi l’anima&gt;

<Ma senti, pare che sei tanto impegnato a fare altro, che interrompo qualche tua importante attività. E invece ti ritrovo ogni giorno a grattarti la pancia, in qualunque orario. Per la cronaca poi non l’ho mica trattata come un oggetto e non sono solo una testa piena d’ego. Non insistere quindi su questi punti, mi fai incazzare>
 
<Su calmati bimbo, alla fine scopare ha il suo prezzo, puoi usare moneta sonante oppure i sensi di colpa e tu hai fatto la tua scelta>

Classe ’85. Lui aveva giusto un anno di più ma si sentiva in diritto di chiamarlo bimbo. E ovviamente di fustigarlo come fosse stato il capitano di un galeone inglese della fine del 1700, magari il temuto capitano Bligh imbarcato sul Bounty al servizio della Royal Navy.
Rientravano nella regola questi scambi aspramente dolci.
Dopotutto la vita ti offre strani compagni di viaggio su questo non c’&egrave; dubbio e bisogna prenderli come vengono, con rassegnata accoglienza.
Anche perchè dall’alto, oltre gli anni, i decenni, i secoli questo è ancora più chiaro. La nostra discendenza al vento si spande, si perde, si rinnova senza alcun senso. A due passi dal nostro culo solo una gran confusione, come funghi abbiamo infettato il pianeta, dalle caverne di Altamira, da Lascaux, ovunque.
Non ci sarebbe nulla di strano a considerarsi eredi di un botanico imbarcato verso l’oriente. Ma nonostante questa trasgressione storica che un attimo lo aveva distratto lui proprio non guardava ad oriente. Se non di sbiego e con sempre vento da terra. Per allontanarsi, allontanarsi da ogni cosa.
Abbastanza da sentirsi in diritto di trattare come un argomento idiota la cattura rapace di una passera o di un pesce.

<Altro da aggiungere? Altro veleno? Oggi il calice sembra colmo>

<Il calice è colmo, è vero. Ma non il mio, visto che scopo regolarmente>

<Questo è troppo. Sei una testa di cazzo presuntuosa. Sei uno stronzo>

<Ma sai cosa vuol dire veramente stronzo?>

<Mi prendi per idiota? Sei insopportabile>

<No no, dimmi>

<Viene dal longobardo, deriva da strunz, che vuol dire sterco. Il resto te lo puoi ricavare da te, guardandoti allo specchio>

<Ma bravo. Abbiamo un linguista, uno che ricerca l’etimologia delle parole sul dizionario, su wikipedia. Ora te lo faccio vedere io lo stronzo allora>

Un ragazzo circa 1,80, grassottello ma non troppo, si alza ruttando dal tavolo ed entra nel bar. Chiede del bagno che gli viene indicato con indifferenza.
Il ragazzo entra nel bagno.
Dopo venti minuti un altro ragazzo, con lo sguardo piuttosto perplesso se non preoccupato, entra anche lui nel bar e chiede del bagno. Stessa scena, gli viene indicato con somma strafottenza.
Entra e poi esce esclamando meravigliato: “Ma non c’&egrave; nessuno!”.
Il cameriere con un’occhiata grottesca lo aggiorna: “Il conto è di 14 euro”

Ecco a voi dunque il mio primo "compito&quot; per Quorum
[i nomi li ho un pò nascosti tra le righe, per rendervi il lavoro un pizzico più difficile. Ma neanche tanto dopotutto.]

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From → Archivio

24 commenti
  1. sloth permalink

    Ne ho trovati tre… ma il quarto proprio non c’arrivo… :D

  2. volso permalink

    Io ora ne ho trovati 7

  3. mfp85 permalink

    trovati 3 anche io!
    bella prova comunque! :)

  4. sphee permalink

    non ne ho trovato manco uno -.-‘

  5. volso permalink

    sphee sei grande.

    grazie mfp !

  6. Efils.J permalink

    mi associo a sphee -.-

  7. Cellardoor permalink

    titolo riconosciuto..ma mi sa non è quello il gioco.

    (che carinissimo)

    per il resto si nota che hai fatto un buon lavoro, opaco e denso al punto giusto.

  8. Cellardoor permalink

    giuro che quando ho postato tra le virgolette c’era qualcosa!!
    sono proprio imbranata.

  9. anonimo permalink

    ma cos è che bisogna trovare????

    e che cazzo è quorum?

    è latino?

    bender

  10. bluvetrosmerigliato permalink

    per la prima volta mi consegno nelle mani di bender e sono con lui , vaffanculo. ehehehhe e mi girano pure le palletten di natale anticipato

  11. volso permalink

    in effetti non era semplice da capire il compito.

    Quorum è un sito dove blogger giocano tra di loro e poi alla fine decidono che uno vince. Come in tutti i giochi.

    La prima prova era scrivere un qualcosa dove sono infilati in qualche maniera i nomi dei concorrenti del gioco stesso (che trovate sul sito).

  12. snksnk permalink

    Croppo criptico, decisamente oltre la mia portana neuronale

  13. unfannullone permalink

    Anche io 3, il quarto deduco che non esiste. O forse no?

  14. sw4n permalink

    letto e valutato.

    bene.

  15. volso permalink

    snk, capisco. Devo dire che l’ho scritto anche per comprendere la “portana neuronale” dei miei compagni di gioco

    fannullone, c’è il quarto! Ma ricorda che è segreto :)

    sw4n ricevuto. Bene. Grazie.

  16. MiRuSSoLa permalink

    Mira è bassa, non alta :'(

  17. Efils.J permalink

    uffa, ero così contenta di essere una nerd. come napoleon dynamite.

  18. anonimo permalink

    .
    QUORUM, giurato Slider

  19. anonimo permalink

    ma tu caro volso sei quello che scopa regolarmente o non si possono fare autocitazioni???

    bender

  20. normandia permalink

    mi fa venire i brividi……… il gioco.

  21. ianstarkiller permalink

    Un bicchiere di limoncello ad Amsterdam?? Non credo…eheheh

  22. anonimo permalink

    amsterdam è anche il titolo di una canzone, guarda caso dei coldplay.

  23. giammy permalink

    io non ne ho trovato manco uno… ma se serviva a misurare la capacità neuronale dei concorrenti hai scelto un buon misuratore… io infatti non ne ho… ho la pecorella nel cervello…

  24. volso permalink

    Giammy non ti preoccupare, a volte può essere un vantaggio non capire.

    Bender le “autocitazioni” chi le sta facendo ora? Io o tu? Comunque no, non sono il personaggio di ogni cosa che scrivo, altrimenti sarebbe tutto molto più noioso…

    Ian Il commento anonimo ero io. Amsterdam non è il luogo dove accade la cosa, ma la canzone dei coldplay che casualmente stavo ascoltando mentre scrivevo

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