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6 ottobre 2007
La vita agra

<A ritroso se cerchiamo il centro dei valori, il cuore, l’origine dello sviluppo, cosa troviamo? Qual è la primordiale spintarella che ha convinto l’uomo a deforestare, a cacciare sistematicamente i bisonti, a cercare spasmodicamente materie prime, ad uccidere per conquistare?
Cosa lo ha convinto a mettere su industrie di cappotti di pelle o di automobili?
Senza dubbio il guadagno. Senza dubbio. Il danaro, i soldi, la grana, come vi pare.
Ma cos’&egrave; il danaro? Carta, cambiali, assegni, contratti. Materialmente nulla. Ma attraverso il danaro noi possiamo dare un valore preciso ad ogni cosa. Dalle scarpe, alla casa, alle persone.
Le assicurazioni sulla vita sono un modo per quantificare il valore di un corpo con carta d’identit&agrave; annessa.
Se un certo Mister X ha la vita assicurata per un milione di euro è come dire che vale 10.000 paia di jeans da 100 euro, capite? Oppure un appartamento, piccolo, nel centro di Roma. Perché è importante sapere che i soldi non sono nulla, bisogna fare un confronto con gli oggetti materiali, di uso comune.
Quindi Mister X presumibilmente vale anche un milione di saponette da un euro.
Ma parlare di saponette ci riporta in mente un dibattito mai sopito. Se attualmente il grado di civiltà è calcolato in base al Pil che produciamo, mediamente, contro tutto questo si è scagliato Tyler Durdeen che sostiene il sapone come metro della civiltà. In questo senso Mister X non è solo un uomo da un milione di euro, se investisse il suo danaro (da morto) in saponette sarebbe anche in cima alla piramide della “civilt&agrave;&rdquo;.
Insomma, intuizione interessante quella di Tyler, ma non so quanto condivisibile. Anche perché girano così tanti tipi di sapone (e allora c’&egrave; la classe operaia alla lavanda e le donne si ripiegano nel femminismo “Dove&rdquo;?), e la sua predilezione per il sapone ricavato dal grasso umano è di per se una forzatura. Forzatura interessante,come sempre, ma accessibile solo a classe agiate e borghesi che se lo possono permettere, dopo essersi fatti una liposuzione. Di per sè Tyler Durdeen è un rivoluzionario eversivo conservatore che risolve tutto con il ritorno al baratto.
Rimane quindi aperto il nodo “metro della civiltà&rdquo;. Messa da parte la teoria Durdeen, sempre pregna delle sue istanze antiprogressiste non possiamo comunque accettare per intero il Pil procapite come metodo valutativo. Sarebbe troppo sfrontato il tentativo di ridurre l’uomo ad entità produttiva.
Ma in ogni caso ormai il denaro non è più prescindibile dall’esperienza moderna dell’uomo. L’uomo in base al denaro comprende il valore della vita, degli oggetti, delle azioni. E’ il metodo didattico più convincente ed immediato quello del prezzare ogni cosa.
Di conseguenza l’unico modo che abbiamo per comprendere quanto un paese sia civile è il prezzo che pone su articoli morali pregiati quali sono il corpo, i pensieri, i sentimenti.
In realtà come variabile principale possiamo proprio prendere il valore che ha il corpo. Perché la vendita del corpo coinvolge direttamente quei valori quali l’amore (a cui si rinuncia per una più veloce e semplice soddisfazione fisica), la famiglia (se si è sposati si tradisce il coniuge) e tradisce l’essenza cristiana (in realtà tramontata dalla seconda guerra mondiale) dell’occidente.
Possiamo riassumere il grado di civiltà di un paese con “quanto vuoi per bocca e fica?”. O per il culo (in caso si contratta con soggetti di sesso maschile o una via di mezzo).
In dettaglio, se in un paese una donna si vende per poco rispetto il Pil procapite nazionale, allora questo paese è fondamentalmente incivile, perché considera di poco valore il corpo di una donna in base al proprio stock produttivo.
Insomma, per quanto possa essere provocatorio, è assolutamente immediato il ragionamento: Se la figa di una donna vale meno di un paio di jeans, allora non possiamo considerare il paese dove le regole del mercato arrivano a questo come “civile&rdquo;.
Il discorso lo possiamo ovviamente fare anche riguardo gli uomini che si prostituiscono, che di solito costano ancora meno, o i bambini.
Un paese in cui la prestazione sessuale di un bambino può equivalere circa al prezzo di un menù turistico, non è civile. Perché evidentemente il prezzo da pagare per l’infrazione morale è basso da far schifo. Qualcuno obietterà che è scorretto questo modo di ragionare, che si mette un prezzo alla morale. Non è vero, questo modo di ribattere aggira l’ostacolo e si rimane nella pura ignoranza, nell’ipocrisia.
La realtà è che se costa così poco è perché moralmente, per certi soggetti, non è una vera trasgressione, altrimenti la storia sarebbe diversa. Questo dovrebbe indurre a riflettere attentamente sul fenomeno, molto più largo di quanto si pensa e che coinvolge le persone in maniera molto complessa.
Comunque l’abbattimento dei costi bisogna ammetterlo dipende anche dall’affluire in Italia di fasce non protette, di extra comunitari, al di fuori di ogni legge, senza educazione, emarginati e in gravi difficoltà economiche che diventano facili prede dei profittatori. Quindi per avere una reale idea del grado morale e civile di un paese dovremmo conoscere il prezzo che i cittadini medi danno al proprio cazzo, al proprio culo o alla propria figa. Per quanto potremmo incontrare delle resistenza, se una volta fare domande del genere era praticamente impossibile e si rischiava il linciaggio (il che denota che senza dubbio prima si era più civili, ma che la civiltà ha strani risvolti) ora possiamo avere dei dati abbastanza realistici su quanto una ragazza italiana valuta la propria vulva, abbiamo dati realistici che ci svelano fino a che cifra l’ano di un ragazzo italiano è solo per cagare…&gt;

Pensava all’incirca così un ragazzo che aveva da poco passato i trenta anni. Appena assunto come “ricercatore&rdquo;, “assistente&rdquo; all’universit&agrave; di ****. Ogni tanto si segnava una parola su un foglietto, rischiando di perdere il controllo della macchina, e considerava la possibilità, seria, di farci un corso, se gli fosse capitata occasione. Oppure un post, volendo.
Certo l’universit&agrave;, rifletteva, non è più quella di una volta. Poi rallenta, accosta vicino un lampione acceso e abbassa il finestrino. Una ragazza esile, orientale, con gli occhi socchiusi si affaccia dentro e con un leggero accento, quello che confonde la r, ma non ridicolo come nei film, lo aggiorna sullo stato attuale della civiltà:

<20 per bocca, 40 per scopare>

<Accidenti, è proprio poco>

Un attimo solo prima di decidere cosa fare.

Ecco a voi la terza prova per Quorum

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7 commenti
  1. angulusridet permalink

    è un bel racconto, complimenti….saponi, pil , prostituzione….un calderone ben mixato….

  2. mfp85 permalink

    letto e valutato. giurato mfp!:)

  3. revel permalink

    Si, proprio bello. Bravo volso.

  4. anonimo permalink

    ma i prezzi delle mignotte sono aggiornati???

    bender

  5. anonimo permalink

    io a tyler durden darei volentieri tutta la mia ciccia per fargli fare le saponette. o comunque lo pagherei volentieri per altro.

    sesa

  6. anonimo permalink

    con tanto di trovata geniale sul finale

    che raffinato umorista.

  7. bitches permalink

    questo post è qualcosa di superiore.

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