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6 dicembre 2007
L’ora di religione

Il primo concilio ecumenico si tenne circa il 50 d.c. a Gerusalemme.
Nella città si riunirono quelle che erano le più importanti personalità religiose del tempo.
Cioè Paolo e Pietro.
Dopo una breve discussione si divisero i compiti.
Paolo (San) si sarebbe curato di convertire i pagani e di seguirli nel loro corso di formazione. A Pietro (San) invece toccavano i giudaici-cristiani circoncisi.
Circoncisi, esatto, ci tenne a precisarlo.
Il dibattito non era stato poi così difficile da portare avanti, anzi.
Tutti si erano portati il vino da casa, sapevano che probabilmente Gesù non si sarebbe presentato perché non riusciva a schiodarsi dai suoi impegni.  La riunione quindi proseguiva in uno stato di leggera sonnolenza, visto che si era arrivati nell’arco di una giornata ad un numero favoloso di 13 messe, per farsi un sorso alla volta. Tra alcol ed omelie qualcuno già barcollava e si tendeva a concordarsi senza fare questioni.
In ogni caso affrontate le varie dispute sulla dottrina, sul messaggio universale, rimaneva da risolvere solo una  questione fondamentale: una persona adulta e pagana una volta convertita andava circoncisa?
Pietro, che era sghicio mica no, lo sapeva che si sarebbe arrivati a questo punto di stallo e per questo motivo in partenza aveva scelto di occuparsi degli ebrei convertiti. Con loro non c’erano problemi, era tutto sistemato.
Praticamente in una botte di ferro si gingillava, aspettando ora di cena, giochicchiando con dei sassolini in tasca.
Paolo invece, perplesso, rimaneva preoccupato perché non sapeva se far rispettare le leggi di Mosè o meno. E infine ruppe gli indugi.

Paolo: Insomma, bisogna decidere qualcosa

Pietro: Guarda davvero non so che pesci pigliare

Paolo: Ah ah, i pesci. Sei la solita sagoma Piè. Ma non scherziamo ora. Voglio vedere te a circoncidere un pastore pagano di trent’anni

Pietro(annoiato): Dovremmo provare per vedere se è il caso

Paolo(illuminato da un raggio di sole): Hai ragione, Timoteo vieni

Timote, praticamente il primo della classe dei pagani convertiti di Paolo, sentita l’aria che tirava stava già cercando di defilarsi con una scusa del tipo “Ho dimenticato la chitarra per i canti a casa”. Ma capì che era giunto il suo momento di comunione spirituale. E rispose alla chiamata.

Timoteo: Si, maestro

Paolo: Giù i pantaloni

Timoteo: Ma maestro io non porto pantaloni

Paololo schiaffeggia

Timoteo: Signore, perché mi percuoti?

Paolo: Mistero della fede. Ora solleva la tunica

Timoteo ubbidisce. Paolo tira fuori dalla sacca degli attrezzi un paio di cesoie, prende le misure e con un taglio netto recide il prepuzio di Timoteo. Il discepolo dal dolore si butta a terra e comincia a piangere e a scalciare.

Pietro(riflessivo): Mah

Paolo annuisce. Poi con un gesto di pietà porge il prepuzio al suo discepolo che, ancora le lacrime agli occhi, lo prende nella mano.

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6 commenti
  1. thewines permalink

    manca solo Daniel San che il prepuzio glielo avrebbe tagliato con colpo ci mano

    sesa

  2. volso permalink

    il prepuzio di dio sta a calcata. Ho le prove. Nel prossimo post

    (sto cercando di riappacificarmi con dio)

  3. volso permalink

    cioè, non di dio, ma del figlio. Che è anche dio, con l’adesione dello spirito

  4. Cellardoor permalink

    ma l’ho già letta. Non l’avevi già pubblicata?

  5. volso permalink

    si? possibile?

  6. bender1979 permalink

    crisi di idee?

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