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11 gennaio 2008
Natura morta

Il nichilismo, in forma più o meno superficiale, è una semplice reazione, più che comprensibile, ad un paio di certezze che prima o poi ci si svelano agli occhi.
Queste certezze si schiudono attraverso le nostre esperienze ed ognuno trova sempre i suoi buoni motivi.
Un classico sono le donne. Le donne portano conoscenza, ti fanno comprendere la vita e solitamente non è una bella sorpresa. Anzi, quasi mai.
Ma torniamo più direttamente alle certezze che ci cambiano lentamente, che ci scavano. A dispetto della teoria da molti sostenuta che si è quello che si è, che non si può cambiare. 
In realtà potremmo fare un lungo elenco di illuminazioni, quasi tutte negative, che pian piano ci spiegano l’esistenza.
Per esempio che non diventeremo mai qualcuno. Non diventeremo mai Gesù, Elvis o Mozart (tre esempi di genialità mista, religiosa-mediatica-artistica, per accontentare tutti). Questo è un duro colpo, nella fase preadolescenziale, perchè cresciamo educati a pensare sotteraneamente che il mondo intorno a noi è pieno di grandi eroi da imitare. Che troveremo un nostro posto quasi automaticamente nella costellazione del carro.

Poi uno comincia a capire quando si ritrova nei cinque anni di liceo con un compagno di banco che si scaccola bestemmiando pensando al risultato del derby. Perchè sei lì?
La vita è quella. Le persone sono queste e tu ne fai parte e non fai alcuna differenza. Hai il primo esempio, lampante, di cosa voglia dire "squallido", "triste". A questo punto solitamente arriva la cavalleria che ti aiuta a trovare un’alternativa valida ad impiccarsi in bagno.
Le seghe. Una marea di seghe. Qualche canna, le sigarette, quando sei sfortunato cominci a bere il sabato sera e prendi il vizio.
Ma ancora non siamo arrivati al nichilismo, ma semplicemente ad una forte forma di delusione dovuta da aspettative stratosferiche.
Tra l’altro io parlo solo di persone che sanno leggere, gli analfabeti solitamente hanno percorsi diversi, che ricalcano similarmente quello del compagno di banco che si scaccola. Non è un percorso nè migliore nè peggiore (anche se immagino più gratificante, ma è un punto di vista piuttosto vittimista lo so), ma ovviamente è diverso, perchè non è fondato sulla memoria scritta.

Un’altra tremenda delusione è l’amore. Ci sono qui poi due casi, quello del ragazzo ingenuo, plasmato dal catechismo, che si crede ancora un cavaliere dell’amor cortese, si trova la ragazza, ci sta qualche anno e poi scopre che è un trans (o che ancora peggio, si scopa il suo migliore amico) e non sa nemmeno cosa sia un trans. Oppure quello del ragazzo di sopra, immerso in un mare di seghe, che di fronte alle donne non sa mai come comportarsi, che una volta crede va bene, una volta invece ha pulsioni sessuali che non sa come fare e si scoperebbe anche un albero ed in ogni caso prende una cantonata dopo l’altra. Fino a diventare un limbo. Non ad entrarci, diventa proprio lui un limbo. Un luogo triste, in un certo senso pacificato da film porno scaricati su internet, da seghe, da qualche vizietto.
Subentra uno stato diverso dalla delusione. Perchè è la secondo volta, ci è abituato.
Quasi lo accetta, ma non ancora. L’accettazione arriva più lentamente, pian piano, negli anni che passano.
Un vero nichilista, per quanto esistano dei prodigi di quindicenni (ma ahimè, sono casi rari quanto la triade sopra), arriva più tardi. Piccole sconfitte ad un ritmo continuo, inesorabile. Persone che non comprendi, che sembrano desiderare solo la tua morte ed è appena il primo giorno che le hai conosciute. Persone che ti rubano tempo, energie. Piccoli problemi freudiani. Incredibili salti mortali per la sopravvivenza burocratica. Scontrini sempre più alti da pagare. Magari capita che caghi sangue. Il corpo non risponde, anche nel mondo orinico va tutto a rotoli.
Comprendi pienamente che in fin dei conti, fuori da ogni retorica, la vita è proprio una merda.
E riprendi, da sopra, un dubbio: perchè non ti sei impiccato quando eri davvero disperato? Adesso, troppo disilluso, conoscitore quasi annoiato dei dispiaceri, ma sopratutto avvilito, avvilito dal tempo che passa miseramente a fare cose inutili, non c’è più la forza neanche di immaginare un buon suicidio.
Qualcuno reagisce, di fronte a tutto questo, con una candida vitalità. Riesce a spremere ogni secondo, perchè il domani non si sa cosa cosa ci riserva, allora viviamo tutto adesso. Si, viaggiare, fare l’amore, conoscere.
Altri, semplicemente, credono che sia una buona soluzione spararsi in testa. Ma non oggi, sempre domani.

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5 commenti
  1. angulusridet permalink

    questo non è un racconto, un saggio sì, potrebbe esserlo…molto pessimista ma d’altronde si parla di nichilismo…

    “La morte si sconta vivendo”

  2. biondinacida permalink

    “Le donne portano conoscenza, ti fanno comprendere la vita e solitamente non è una bella sorpresa. Anzi, quasi mai.”…
    vogliamo parlare degli uomini?
    Parliamone.
    bel blog cmq.

  3. volso permalink

    non mi fate puntualizzare ogni cosa. Per un uomo o le lesbiche sono le donne, per le donne o i gay sono gli uomini, per i trans, non lo so.

    Non mi interessano questioni di genere.

  4. revel permalink

    Io già mi sono confuso…gli uomini non sono gli uomini e le donne? Noi uomini siamo una specie, mi pare. Poi ci sono i maschietti e le femminucce. I maschietti hanno il pisellino, le femminucce il fiorellino, i trans sono liberi di scegliere. Ma mi pare che tutti abbiano un cervello, che, nonostante sottili differenze, funziona allo stesso modo. E quindi…l’avevo detto che ero confuso…

  5. volso permalink

    beh, sono dettagli che interessano relativamente

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