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16 marzo 2008
Scrivo in continuazione, tutti i giorni. Non respiro più, a parte il corso di lingua, non c’è attimo libero. Ogni oggetto, ogni persona, ogni mattone è qualcosa su cui scrivere e non c’è un attimo di tregua. E’ così impetuoso che appena torno a casa mi stendo sul letto e non so più che fare, preso da ogni parte, assediato. Non riesco a mettere giù nemmeno un riga.
Non è certo questo posto, è così da tanti anni ormai. Scrivo soltanto e non metto giù una riga. E quando lo faccio inorridito mi riconosco, merda, non sto scrivendo, sto solo mettendo per iscritto i miei pensieri che ormai sembrano un dettato.

Quel quadro, quella stampa di una ragazza con i capelli rossi, seduta a terra come una sirena con un gonnellino da ballerina di danza classica. Quel cavallo a dondolo, la bambina con una spiga a penzoloni tra le labbra. Un mercato dell’usato che si affaccia sul fiume e su un largo prato.
E’ un dettato, sono senza respiro. Allora con uno sforzo abissale, enorme, sposto di un millimetro lo sguardo. In questo movimento minimo le parole si sgretolano, i verbi inesorabilmente rimangono immobili, insofferenti.

Torno a casa con un mal di testa inspiegabile. Ho dormito più di dieci ore e fatto una colazione abbondante. In camera cerco qualcosa da fare, metto in ordine ma non riesco a rimanere concentrato. Prendo i bicchieri accumulati sulla scrivania e mi ritrovo in bagno a chiedermi, cosa dovevo fare?
Li porto in cucina, li metto nel lavandino e immagino che prima o poi dovrò lavarli. Torno in camera e penso, ora scrivo qualcosa. Lo faccio ma è disgustoso. Mi alzo e ritorno in cucina, un bicchiere d’acqua è quello che ci vuole. C’è puzza di olio fritto, i fornelli elettrici sporchi di sugo e il coso che succhia l’aria, non mi viene il nome, cappa, canna fumaria, aspiratore, è lurido ma nessuno nell’appartamento ha il coraggio di smontarlo e pulirlo.
Senza accorgermene mi ritrovo a pulire i piatti e dopo un po’, annoiato, decido di smontare tutto. Mi crolla addosso una graticola di metallo ammuffita. Rido, in mezzo alla polvere, e mi rimprovero. Doveva essere una cosa seria.

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3 commenti
  1. anonimo permalink

    scusa ma….sto blog non doveva cambiare contenuti…?!

    cmq, se i pensieri ti stimolano a pulire, vieni a fare la filippina a casa mia

  2. anonimo permalink

    ops, ero sesa ovviamente

  3. Cellardoor permalink

    ti amo

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