Skip to content

18 giugno 2008

 

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=21353&showtab=copertina

In fin dei conti se le cose vanno in una certa maniera, così, a dirla, a puzza di naso, non è un caso.
Dopo aver ascoltato attentamente, ma non troppo per evitare il prurito, l’intervista del nobel per la letteratura (di sette anni fa) cosa dire?
Un paio di cose appena.

Politicamente, non si capisce quale logica segue con il parallelo Bush-Ahmadinejad.
Bush verrà sostituito (ma dopo quanto? Due mandati appena, 8 anni!) e quindi, cosa vuol dire?
Come fa a sapere che il prossimo presidente americano sarà "buono", migliore di questo?

Riguardo Ahmadinejad, ora, a me fa venire la pelle d’oca quando dice certe cose, ma è stato votato, proprio come Bush.
L’approccio sta nella fiducia, sicura, che il prossimo presidente americano sarà "buono" e invece il prossimo iraniano potrebbe essere "peggio".
Non mi sembra un grande analisi, non è decisamente un modo di pensare originale.
Insomma, non mi stupisce una semplificazione del genere, se non fosse che siamo di fronte ad un nobel per la letteratura. Poi, per dirla crudemente, se ci mettiamo al livello di una paese fondamentalista islamico per valutare i politici occidentali, stiamo messi bene. Non c’è alcuna accortezza a riguardo.

Poi, aggiungerei a postilla.
Perchè non considerare che anche il padre di Bush è stato presidente, per un mandato, e per un altro mandato vicepresidente sotto Reagan?
Se consideriamo l’esperienza Clinton e quella Bush, menomale che Obama ha scalzato la cornuta Hillary per la corsa alle presidenziali.
Perchè altrimenti, con un solo schemino di quelli proprio elementari, potremmo vedere la storia della più grande potenza mondiale, un continente intero, dominato da due famiglie negli ultimi 20 anni.
Bush e Clinton. Meglio o peggio? E chi ha il coraggio di rispondere? Una monarchia costituzionale era meno ambigua.

Poi, continuiamo.
Immigrazione, chiudere le porte. Considerazioni sul fatto che tutti siamo presi dalla preoccupazione per il fanatismo religioso e infine accenno alla situazione disastrosa del Bangladesh.
Per un attimo sono rimasto confuso, non ho capito bene.
Ho riascoltato quel pezzo (intorno al minuto 1.50) tre quattro volte, per poi arrendermi.
Un bel minestrone.
Prima di tutto: "Noi non possiamo prendere decisioni per conto della metà dei governi del mondo".
Intanto, "noi" chi? L’Inghilterra, per esempio, dove sta? E’ una domanda interessante, visto che usa tanto facilmente il noi, adesso, ma poi Proust diventerà "roba per europei".
Noi, è compresa anche l’America? Questo "noi" sembra in realtà molto consistente (ma solo quando si parla di immigrazione).
E casualmente sembra includere solo le nazioni ricche. Questo si è l’unico caso in cui si diventa "Noi". Noi, ricchi (o almeno, noi i paesi "vittime" dell’immigrazione), non possiamo decidere per voi. Ma perchè la gente viene da "Noi"? Forse perchè il resto del mondo muore di fame?
Intanto chiudiamo le frontiere, il problema è vostro.
Insomma, Noi non possiamo decidere per voi, intanto però dateci il petrolio, coltivateci tabacco, caffè, cioccolato e magari mandateci pure qualche puttana.
A me non piace fare questa retorica, penso anche io che i paesi poveri del mondo devono risolvere prevalentemente da soli i propri problemi, ma è palese mancano le condizioni minime. Strano che questa "acuta mente osservatrice" abbia dimenticato di buttare nel calderone immigrazione-religione-povertà anche l’ambiente. Così sì che era un vero slogan strafottente e non-sense.

E’ allarmante vedere che proprio uno che viene dalle colonie inglesi affermi "chiudiamo le frontiere".
Ma basta dare una letta sulle sue origini, su wikipedia volendo. Proviene dalla "casta braminica". Insomma, non voglio stare a raccontare la storiella sulle caste, spero non ci sia bisogno.
Il "Noi" che trasuda si è ben chiaro, ancora una volta, è una cosa a cui è stato abituato fin da piccolo evidentemente. Facile dire è affare vostro, dal piano di sopra.

Ma ora veniamo al bello.
Su Hemingway: "Troppe parole, è uno scrittore terribilmente sopravvalutato che io non riesco a leggere. C’è questa pretesa semplicità, il risultato è affettato dunque tedioso"
Su Proust: "E’ per gli europei, non tocca il mio mondo".

Olè.

Partiamo con Proust. Che è più "semplice". Brevemente, ma come si fa a dire certe cose senza arrossire?
Ora, non voglio sperticarmi in lodi per un francese, anche se mi sento magnanimo dopo l’ultima partita, ma davvero, come si fa?
Come fa un nobel a parlare di "Noi", a tracciare una linea di confine con il resto del mondo, e poi un’altra ancora, sul "Noi", quando si parla di Proust.
E’ per europei, non capisco.
Quest’uomo prende solo il peggio, veramente, dalle possibilità offerte da un mondo più aperto.
Leggere Proust non è una questione da "europei". Io potrei comprendere una certa difficoltà, o incompatibilità, ma porla in questi termini è disgustoso, sopratutto per un Nobel. Senza considerare che Proust è studiatissimo anche in America, come in realtà in tutto il mondo.
Ma insomma, il filo logico del premio nobel è semplice da seguire, con un po’ di superficialità, tanto che sostiene che Hemingway è studiato solo perchè lo impongono nelle università americane. E’ un complotto, insomma.

Riguardo lo scrittore di Fiesta, mi sono chiesto prima di tutto cosa intendesse con "Troppe parole". Troppo lungo?
E fin qui, quasi quasi avrei potuto capire. Anche io ci sono periodi che al massimo leggo sono gli oroscopi o le etichette dello shampoo.
Ho pensato, a Naipaul non piacciono i mattoni. Invece continua e si parla di "pretesa semplicità". Un giudizio duro.
Io non so in quanti luoghi, in quante interviste, Hemingway si è spacciato per "semplice". Con la sua vita mi sembra ha dimostrato il contrario, spregiudicatezza, follia. Mai semplicità.
Tra l’altro, se vogliamo proprio parlare di semplicità, il signor Naipaul pare ne è maestro, basta ascoltare gli accenni sulle sue idee politiche. O come conclude il suo ultimo libro, pare uno slogan minimalista. Perchè disprezza quella di Hemingway allora?
Semplice (bella parola). In Hemingway il non detto è evocativo, le parole possono ripercuotersi tra le pagine, lasciando la sensazione che c’è qualcosa di più che le parole stesse (tra l’altro, non così tante). Per Naipaul, invece, forse è sbagliato parlare di "semplice". Forse è meglio "semplicioneria", si addice meglio.

Tanto che alla fine, altra contraddizione. Siete indiano o inglese? Nessuno dei due, bisogna abbandonare idee tribali e diventare più raffinati.
Sono d’accordo, ma non per entrare per fare dell’umanità una mega tribù a base anglofona. Magari andrà bene alle ex colonie, a cui hanno estirpato la propria cultura, ma non per i poveri mentecatti che ancora leggono Proust, Hemingway.
Tra l’altro almeno noi ci siamo qualificati per gli europei.

 

 

PS:Da sghignazzo anche l’intervistatrice. Si alternano domande da gossip (meglio Bush o Ahmadinejad?) e sviolinate che non trovano alcun riscontro. Davvero, il giornalismo così non ha alcun valore, non rientra nemmeno nella cronaca.

 

 

 

 

Annunci

From → Archivio

One Comment
  1. LaCapa permalink

    Ecco, questa me l’ero persa.
    Hemingway. Come si fa a dire male di Hemingway? Non parlo per Proust, perché non ho letto nulla di suo, ma di Hemingway non mi sono persa nemmeno un libro.
    Hemingway. Pretesa semplicità.
    Pretesa? La poesia che c’è dietro la frase “il vecchio sognava i leoni” ne “Il vecchio è il mare” me la sono sognata? Ma i “Addio alle armi” è o no un capolavoro globalmente riconosciuto? E vogliamo parlare della voglia di Spagna e tequila che mi mette addosso “Fiesta”?

    E ci siamo forse dimenticati che anche lui ricevette il premio Nobel?

    Hemingway. Fossi stata là, avrei dato dell’ignorante ad uno dei massimi esponenti della letteratura mondiale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: