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29 novembre 2008

L’amico ebreo la metterebbe che non tutto è finito. Niente è perduto, sono solo dei dilettanti. E mettiamo da parte la questione del prendere la collina.
Però bisogna anche ammettere, troppi input. Troppi sul serio. E la merda che viene a galla (quindi qualcuno ha cagato sott’acqua).

Di cosa sto parlando? Il problema è questo. Io sto parlando, io mi sto parlando, da parecchi giorni, settimane e in parte mesi (ferie escluse). Fare un discorso lineare mi risulta impossibile e tutto questo è logorante. Ma parto da un punto: la questione fondamentale in questo disordine è che mi lascia perplesso, ormai, tutto.
Nel senso, sapevo di aver fuso, ho delle prove concrete, basate sulla quotidianità. Come sia successo, è un mistero. O almeno, io avrei delle teorie. Controllo muscolare.
Una cosa del tipo:

<Tu, da dove vieni?>
<Io sono un indiano d’america>
<Ma non sei pellerossa, non hai i lineamenti>
<Ho fatto ginnastica facciale. Riesco a stringere i muscoli, i tendini, a prendere forme diverse>
<Non dire sciocchezze>
<Non mi credi? Guarda. Adesso, cosa sono?>
<Un cretino>

Noi non lo sappiamo ma tutti abbiamo questo potere, cambiare il nostro volto. O almeno, il nostro cervello. Il problema è scoprirlo il prima possibile, prima di fare danni. Altrimenti si rischia, giocando, di pagare conseguenze incongrue. Ho un vuoto, una figura di carta trivellata di colpi di pistola, come nei poligoni di tiro. Quella non è la mia memoria, quella non è la mia coscienza, quella è la mia presenza reale. Uno scolapasta.
Partendo dagli input, saltato il mese delle proteste universitarie, sono tornato e ho dato un’occhiata. Ho capito poco e nulla. Anzi, ho capito moltissimo. Al margine, pesantemente, ed è quello che ho sempre voluto. Gli altri pure, al margine, più o meno consapevolmente. Ognuno al margine di altri.
Mi tornano in mente troppe frasi dette con leggerezza da persone che parlano parlano parlano. E dicono cose giuste, tra l’altro, o almeno, dicono cose che pongono un problema.
Accidenti, avrei voluto tanto scrivere: "Parlano parlano parlano e non sputano mai. Cazzo, andate a fanculo".
Dò un taglio alle volgarità, ogni tanto. Questi luminari, che ti chiedono cosa hai fatto, gli dici sono stato via un mese e dopo due minuti non si capisce perchè arrivano ad affermazioni del tipo scappare in giro per il mondo è un tentativo di fuggire da se stessi.
Stop.
Era riferito a me? Ovviamente no. Una persona che non conosco, che non sa nulla di me tranne il fatto che sono stato "via&quot;, non potrebbe mai dire nulla del genere. Oppure mi conosce? Quanto mi conosce? Ci siamo incrociati tot, abbiamo conoscenze comuni? Qualche uscita a cui fare riferimento? Discussioni riguardo…ha una gemella mi pare.Il terrore di un forellino non solo nella presenza reale ma nei contatti ricordo-voce-suono-immagine.
Due passano chiaccherando è sento distintamente: "Perch&egrave; Vanzina è controcultura". E sul momento abbandono gli interrogativi relazionali e mi si ripropone questo tema di attualità. Ah, dimenticavo, altra frase colta (verbo, non aggettivo): "Se vuoi essere un artista non puoi non conosce la storia della psicologia. Io ho conosciuto degli artisti, e loro parlavano di questo. L’arte è ricerca."
Ad un certo punto, considerando la situazione di equilibrio precario, come se qualcuno mi avesse sfilato il tappeto da sotto i piedi (con la questione del fuggire) e poi questi due lanci pirotecnici, avrei detto: "mettiamo un attimo da parte la pausa dalle volgarità&quot;. Mi sarei riconosciuto in una querele senza fine di improperi. In quel momento una pacca sulla spalla, quell’unica persona in mia compagnia si congeda. Scappa via in motorino, insieme ad un soggetto identificato ma con la voce fuori sincrono.
(pausa, adesso rido da solo un paio di minuti e vi rendo partecipe di questo particolare disgustoso e mi umilio, senza alcun motivo, al vostro cospetto)

Rimango solo, mi accendo una sigaretta, la numero un miliardo e mi cerco una sedia. Finisco la sigaretta, la butto ai miei piedi e la stritolo sotto la suola. La sedia è bagnata. Porca merda.

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2 commenti
  1. anonimo permalink

    spettacolare il fatto nn toccare…ehm.. l’unica cosa che lo rovina è “vota Berlusconi” per il resto che figata :D

  2. volso permalink

    oddio, ci manca solo che vengo scambiato per berlusconiano

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