Skip to content

7 gennaio 2009

L’Italia si è stancata presto delle sue beghe. Per fortuna è iniziata una nuova guerra con cui distrarsi. Uno scontro politico-ideologico vecchio stile. Come piace agli italiani, schierarsi per bene e tirarsi insulti da una parte all’altra del fosso.
Le bandiere israeliane bruciate, i bambini morti, le proteste, le preghiere in piazza, missili, terrorismo, crisi alimentare, umanitaria, di buonsenso.
Per fortuna che il mondo è così brutto, così possiamo guardarci allo specchio e accontentarci. Almeno non ci troviamo con il rischio di morire sotto il fuoco amico o per i bombardamenti di una nazione a noi confinante.
Intanto c’è quel poveretto morto a Milano, nella stazione, un vecchietto di 70 anni senza casa, barbone, che il corriere della sera definisce "abbastanza curato". Il "Signor Franco".
Perchè giustamente nel mezzo del clamore mediatico di una guerra fa bene riportare notizie "locali", dopotutto era un "volto noto" della Centrale di Milano. E’ commovente, un barbone "abbastanza curato" (dunque innocuo) che muore in mezzo alla gente in attesa del treno. Nessuno se ne accorge. Perchè un barbone di per se è già una persona morta, dove sta la differenza? Quando muore sembra che dorme. Questo è successo. Da www.corriere.it: "Il «signor Franco» sembrava essersi assopito, come tante altre volte. Aveva la testa semi-nascosta e reclinata su una spalla. Pareva dormisse. E invece non si è più risvegliato."
Articolo non firmato, peccato, volevo proprio fare i complimenti.
Aggiungo un finale diverso, tanto per.

"Il Signor Franco, 70 anni e abbastanza curato, viveva nella stazione Centrale di Milano, in mezzo alla gente. Alla gente comune, che scende e che sale dai treni. Pendolari. Le persone hanno continuato a scendere e a salire dai treni intorno a lui, binario numero sei. Perchè pareva che dormisse, con la testa reclinata su una spalla. Poi è arrivato il personale medico dell’infermieria che ha constatato il suo decesso. Causa rigor mortis pare verrà seppellito con la testa reclinata. Dei pendolari ancora non si è accorto nessuno, aspettano ancora la comunicazione per il proprio stato di morte."

Intanto la Jervolino pare si registri le riunioni di partito con un walkman anni 70 dentro una scatola di cartone nascosta nel suo ufficio. Una farsa di quelle proprio da ridere. Napoli è diventata una città veramente simbolo della crisi italiana. E’ sempre stato simbolo di una parte dei problemi, quelli più beceri e violenti, ma ora si è accollata addosso anche tutto il resto. La decadenza civile, il grottesco politico, il ridicolo provincialismo. Sarà che è tornata in seria A.
Menomale c’è la guerra.

 

Annunci

From → Archivio

3 commenti
  1. revel permalink

    Io forse so chi ha scritto quell’articolo, una nostra recente conoscenza…solo che non faccio nomi prima che qualcuno prenda di mira il tuo blog e faccia saltare in aria il server di splinder!

  2. volso permalink

    come direbbe la crema del giornalismo italiano…ora il signor franco è un angelo!

  3. revel permalink

    ahahah

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: