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23 aprile 2010

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Rassegna del giorno

Con grande soddisfazione per i sinistrorsi Fini fa di tutto per far traballare Berlusconi. Visto che comunque il valore di questa opposizione ricorda la resistenza dei cavalieri polacchi contro i panzer tedeschi, si grogiolano un po’ nella speranza che tutto crolli dall’interno. Peccato i numeri fanno rabbrividire, su 170 e passa delegati, alla fine risulteranno con Fini solo 12 astanti, più un astenuto (Pisanu, una figura ormai mitologica). Alla faccia degli "organigrammi" 30 e 70, il delfino di Almirante fa una figura davvero barbina, abbandonato dai suoi ex compagni di partito, in maniera fin troppo plateale. Berlusconi macina chiunque, si vede che "uomo a uomo" conquista simpatia e fedeltà assoluta senza sforzi. Quale sarà il suo segreto? Chissà. Lasciamo ai maliziosi la ricerca della risposta.
Non credo molti avranno buttato la giornata a vedersi in diretta il Congresso. Fortunelli. Meglio di un giallo, meglio senza dubbio di Montalbano. Insomma, roba da brividi. Erano tutti incazzati con Fini, ma proprio tutti, tranne forse quei 12 di prima. Quell’incazzato del tipo non te lo dico in faccia, ma appena ti giri ti scippo i capelli e ti prendo a calci in culo. In ogni caso, nessuno all’inizio ha il coraggio di dire nulla, tranne Bondi, che vabbè, viene lanciato a kamikaze e usa il solito stile ampolloso da rompimaroni e un po’ slogan televisivo (Cazzullo al volo becca la citazione dotta del ministro: "Il Pdl non è un sogno ma una solida realtà", come Immobildream) . Non esiste carne migliore da macello e infatti l’ex An se lo pappa come nulla. Peccato che praticamente è un povero agnello sacrificale, dice cose sensate ma nel luogo sbagliato. Doveva andare alla festa dell’Unità, per come stanno messe le cose. Ad un certo punto si scade nel patetico, Berlusconi nella replica, dall’alto della sua potenza, bisogna ammetterlo, lo schiaccia, lo surclassa, lo umilia, in maniera davvero violenta. Risulta un orco, un macellaio del comizio. Esaltato dai fischi contro l’avversario, dagli applausi, dal clamore, non ci vede più. Vorrebbe un patibolo pubblico, subito, immediato. Come un gladiatore nell’arena. Gli dice chiaramente, tutto incazzato, che a poco gli piglia uno sturbo: Dimettiti! Che nel linguaggio politico vuol dire Vaffanculo! e Fini che fa? Si incazza pure lui, un po’ da checca isterica: Che fai? Mi cacci? che tradotto vuol dire, Fammi una sega!
Dopo lo sfogo l’atmosfera sciama nel surreale. Perché è un congresso, sotto mille telecamere, non ci si finisce a colpi di spada o baionetta. Si fa un documento finale, cioè nulla, dopo che si sono dati praticamente del figlio di puttana, del traditore, del venduto, del puttaniere. Proprio così. Senza mezzi termini, le note a piè pagina spiegano benissimo tutto. D’altronde, c’erano 170 delegati, giornalisti, tutti a fare da traduttori. Tutti sanno che si è consumato uno scontro maligno, cattivo, senza frontiere. Anche se magari Fini non voleva proprio metterla in questi termini, ma che dire? Non voleva, ma sapeva benissimo che solo così poteva andare.È stato intenso, devo ammetterlo, non credo che ci sia stato partito da tangentopoli in poi che ha davvero comunicato qualcosa come il Pdl, una tensione vera, sudata, machista. Però avrei apprezzato più ironia, autoironia, anche se certo capisco la serietà dei temi, della politica. Ma fino ad un certo punto, no? Non è passato nulla se non violenza. Zero eleganza, zero senso della misura, zero appunto ironia. Dal testosterone che girava sarebbe stato più onesto lo scontro fisico. E sono sicuro, visto quello che si racconta del toro Silvio, sarebbe stato ancora più avvincente.

E invece ci rimane questo bel montaggio da Corriere.it, a ricordo di un giorno epico.

 

 

Seconda notizia (clicca su quella parola orribile in blu):

 

DEL PIERO…

 

Un commento sicuramente scontato, ma almeno breve. Chissenefrega!

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