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Una giornata particolare

11 marzo 2013

Martedì scorso è stata una giornata particolare.
Dopo questo fine settimana uggioso di pioggia, doloroso, ho pensato di riordinare gli eventi del 5 marzo passato. Come fosse un placebo.
A pranzo, una pizza margherita da Michele, non la migliore, ma buona davvero. Chiacchiere più o meno amabili, come la persona con cui ho pranzato. Poi il treno, anzi due treni, fino a casa.
Ore di viaggio interminabili, ma non ho dormito come al solito.
A me il movimento dei vagoni, lo stridio su binari, mette sonno. Invece sono stato a leggere, un po’ a scrivere, nulla di particolare ma lucido.
Arrivo in stazione, prendo il tram, il tempo di passare a casa, mi cambio e vado al forte, per un’oretta di boxe.
Sufficiente.
Torno e prendo sulla via di casa due ragazzi, che mi hanno chiesto ospitalità attraverso CS.
Ceniamo, pasta asciutta e poi li porto in giro.
Di nuovo al forte, dove prendiamo una bottiglia di rosso (pagano loro, son contento).
Parliamo, molto.
Soprattutto dei loro viaggi: Thailandia, Corea, Australia, Cina, mezza europa, Stati Uniti. Parlare di Los Angeles come si parlasse non so, di un week end a Viterbo alle terme. Estremamente cosmopoliti, alla mano, in poche parole “educated”.
Non che io abbia viaggiato di meno, ho avuto la fortuna di dare un’occhiata in parecchi luoghi del pianeta, ma c’è qualcosa di diverso.
La mia attitudine, nel viaggio, è simile a quella di un meteorite, un solo obiettivo: impattare.
La serata è piacevole, reggo, per quel che posso, provo una sottile soddisfazione nel sentire aria globale, forse un tantino occidentale, ma comunque un bel respiro.
Sono ormai ai margini, lo riconosco, rintanato nella mezza periferia di Roma, un lavoretto insufficiente a darmi il pane, consumo le ultime risorse e poi sarà la depressione.
Nessuna via di fuga all’orizzonte, nessun viaggio in progetto, nessuna testata al futuro.
Però, neanche disperazione.
La sensazione che gli ultimi messi abbiano definitivamente segnato qualcosa tipo un solco, profondo, nella mia incoscienza.
Difficile da definire, ma non mi sono mai sentito così calmo. Potenzialmente pericoloso e formidabilmente sotto controllo.
Well, potrei cominciare a dipingere.

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From → Roma

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