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7 anni, 35 minuti

12 luglio 2013

In ogni circostanza, lascia crescere la barba.
E’ utile.
Metti caso che capita, ad esempio, un momento di riflessione.
E dopo di questo, un momento di sconforto suggerito da chi, più lucida di te, può metterti sulla retta via:

<Ancora?>

Ma no, certo.
Capita così, di svagare, come un aquilone che si va ad impigliare in un albero fitto e spinoso.
Se tenti di tirarlo giù lo strappi, che tocca fare?
Si rimane ad osservare, fino al calar del sole, per poi andare via melensi, sconfitti. Ma è ancora pomeriggio e quindi parla grande capo T. con zero:

<Ma daje, ha voglia di un altro sdrufolone>

Lineare, limpido, perfetto, crudele. Conclude la seduta qui e là, la psicologa, poi la laureata in lettere e la quarantenne single impenitente: <Se ha cominciato a costruire mesi fa un altro rapporto, ovvio che non prova più un sentimento da tempo>.
Sottotitolo: stupido chi legge.

Mi guardo ai piedi, intanto sono appoggiato ad una balaustra in legno massiccio e metallo.
All Stars & Carlsberg mi osservano, dal basso, rimasugli di quel che sono.

<Te credo>

Lo penso, non lo dico, lo scrivo.

Che poi, i libri sono sempre gli stessi.
La letteratura è ingessata, a riguardo, soprattutto per chi è fondamentalmente di natura accademica.
Crisi depressive, il bisogno di appoggio, la devozione verso chi ti tira su dal vortice nero che risucchia. Meglio? Un altro psicopatico per rinverdire le emozioni? Scartiamo per non annoiare troppo gli astanti il vittimismo del carnefice.
Insomma, Dostoevskij piace a tutti, ma (mi) manca la qualità sufficiente per arrivare a tanto.

Accenno di rigurgito.
Sapore acidognolo di burro, maionese, lattuga scadente.
Il mio libro sognato è andato, strappato pagina per pagina.

<A me ste cose psicologiche non mi sono mai piaciute, comunque.>

Lo dico, lo scrivo, lo penso, non ci credo.
Sarà così, è già così.

Metti caso questo, aggiungi a qualche altro grottesco incidente, le solite menate.
Metti caso che poi fai un conto e sembra la sagra della banalità (la crisi del settimo anno!), allora…è davvero utile la barba.

Per 35 minuti puoi raderti, prima con il taglia capelli senza spessore, poi con la lama a freddo.
Le regole aeroportuali sembrano scoraggiare il trasporto delle schiume al mentolo e dei dopobarba
Dopo di che, ancora frastornato dalla visione del sangue curioso che si affaccia dai pori, puoi infilarti sotto la doccia.
Impostazione: eco.
Temperatura tropicale.

7 anni, in 35 minuti.

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From → Liverpool

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