Skip to content

working class intercourse

17 luglio 2013

Stesso orario.
Al mattino ci presentiamo alla mensa, vestiti fintamente precisi, quasi eleganti.
Tu, almeno.
Io, per quel che la lucidità mi permette, mi limito a mantenermi nell’ambito della civiltà occidentale: monocolore, verde, blu o giù di lì, jeans, scarpe non troppo scassate.
Mi guardo intorno.
Mi accorgo di avere ancora gli occhiali da sole mentre chiedo alla cameriera solo crusca, latte di soia e caffè americano.
No, niente zucchero.
Mi levo gli occhiali e abbozzo un sorriso terrificante, tachteriano.
Prendo per il culo anche me stesso, eppure semplicemente mi piace.
Intendo la crusca, il latte di soia, il caffè lungo.
Mentre mastico incrociamo gli sguardi obliqui, anche oggi è così.
Poi via, spersi, tra cunicoli, classi, spintoni, fogli da compilare, teste da contare, indicazioni, suggerimenti, sospiri di rassegnazione.
Precarietà.
Fino al tardo pomeriggio, in un caldo e afoso luglio inglese, 2 ore libere. Ci sediamo con la squadra al pub e spendiamo quello guadagnato in due giorni.
Mi sfiori, casualmente, appoggiata.
Solo per dissetarci, solo per riprendere con la realtà degli oggetti, dei fluidi, dei dettagli, delle rughe, dei capelli.
La birra e tu, con un fiocco esagerato sul decoltè.
E’ volgare o no? Mi chiedo mezzo intontito.
Qualcuno suggerisce, da dietro.

<Da spruzzo>

Ordini, urla, parole.
Si ricomincia, fino a tardi, fino a notte inoltrata, ad eseguire la solita recita.
Mensa, fogli, chiamate, messaggi, stress, riunioni.
Poi ci si ritrova a dondolare le gambe seduti su panchina, con la birra della staffa, sotto un cielo blu intenso, stellato, come può essere solo in una periferia lontana, nel nord europa.
Tu di nuovo, passi di sfuggita, ci salutiamo imbarazzati.

Un giorno, due giorni, tre giorni, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici, dodici, tredici, quattordici
Fino a quando il materasso diventa rovente, le ossa come metallo appena battuto, ancora fiammeggiante.
Nervi tesi, fiele, amore, schiene flessibili, morsi avari.

Solo per vederci al mattino, in mensa, più esausti del solito.

Annunci

From → Liverpool

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: