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Morire d’agosto

26 agosto 2013

Morire d’agosto non è una passeggiata.
Si richiede almeno un decente apparecchio di condizionamento, altrimenti le conseguenze potrebbero essere terribili, nelle 24 ore che precedono la sepoltura. Non aspettatevi molti astanti al funerale, una manciata di persone al massimo, i reduci estivi della matrona metropoli romana.

Si metteranno sparse qua e là, un paio per fila, per non farsi caldo a vicenda. Spersi, cattolici non praticanti, cattolici boh, durante la messa osserverete lo sfacelo del cristianesimo italiano contemporaneo.

Scoordinati, il prete sarà costretto a dare indicazioni su quando stare in piedi, quando seduti.
Venite su una sedia a rotelle, vi risparmierete qualche figuraccia. E se volete riempire una chiesa d’agosto, o morite giovani o in maniera per lo meno curiosa. Sbizzarritevi. Ma non morite di vecchiaia, di dolore e spasmi. Non importa a nessuno.
A meno che non abbiate lasciato i soldi sufficienti per un funerale con rinfresco annesso.

Non è il caso di cui stiamo parlando.

Osservo il corpo, leggermente giallognolo, ma non è la morte.
Soffriva di fegato, un po’ come il sottoscritto. Lui per epatite, io perché sono uno stronzo. Deve essere il leggero vibrare dell’aria dal condizionatore che forse muove impercettibilmente la camicia e la cravatta. Sembra respirare.
Fino alla fine camicia e cravatta, come se la vita fosse una cosa seria, da prendere formalmente in una certa maniera.
Io preferisco quelle a maniche corte, anche lui a volte se le concedeva, ma solo bianche, sempre ben pulite e stirate.
E’ proprio lui, senza quella sua solita espressione un po’ sconsolata. Ed è morto, lo si capisce da un rosario tra le mani e la cintura di un accappatoio, sì esatto la cintura di un accappatoio, che stringe dal cranio fino a sotto la mascella e poi risale.
Per tenere chiusa la bocca.

A piedi del letto, i piedi, attaccati a due gambe, una molto più lunga dell’altra.
Spezzata da giovane, affianco al letto ancora tutti i marchingegni per costruire qualcosa come una compensazione. Non verrà seppellito con i suoi attrezzi, nella resurrezione avremo il corpo di blablabla.
Sono stati i suoi compagni di una vita, più di ogni persona, odiati credo.
L’espressione è assente, come se dormisse. Con un dito sfioro il calzino lindo, bianco e tocco la pianta di un piede.
Niente solletico.

Morire d’agosto non è una passeggiata,

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From → Roma

2 commenti
  1. Quando la tristezza si fa racconto…
    Nicola

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