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Un’opinione un poco meno stupida

9 giugno 2015

Dopo aver fatto il biglietto aereo ho respirato, concedendomi un attimo di lentezza, mentre si scioglieva un nodo di piacere, raggrumato, vagamente acido. Un retrogusto alle mele, mi tormenta ma è anche dolce, sul palato. Un dispositivo nervoso, un’erogazione fluida occasionale, un regalo della prima tomografia assiale computerizzata. Intanto si accavalla la brevissima estate già in arrivo, nonostante centinaia di chilometri percorsi, treni quotidiani, aerei bimensili, funerali occasionali, funerali sognati. Nella confusione dei giorni che scoppiano uno dopo l’altro riconosco nelle reazioni biologiche il significato dei momenti, una vena che pulsa, il naso che scricchiola, il battito doloroso delle ciglia, una fitta al timpano, un fischio, un rigurgito.
Intanto scorrono firme su contratti, moduli su moduli, orari, dichiarazioni, intenti, tasse. Scorrono i giorni, tra soldi che entrano ed escono inesorabilmente, ogni centesimo, ogni secondo corrispondente ad una carota, una bolletta, una bottiglia di vodka.
Esco in ciabatte, vestito come mi vesto da 15 anni, carrozze trainate da cavalli mi tagliano la strada, insieme a torrenti di turiste acchittate per lo struscio, polacche shampiste d’ultima generazione catto-confusa e compagni con il solito sguardo bovino. Sbuffando entro nel alcool shop di fronte casa, visto che con quello sotto non sono in buoni rapporti, senza sapere perché.
Una lattina di carlsberg, fredda, cartine lunghe. Non hanno più quelle con i filtri, le chiedo sempre e ho sempre la stessa risposta, pago con carta, saluto e provo a riattraversare.
Niente da fare, un’altra carrozza mi sbarra il passo, una turista con un cappello a tesa larga, bianco, ondulato, sorride abbronzata e con il suo cellulare mi riprende, come riprende tutto il marciapiede, gli altri passanti, i barboni, mentre scricchiolando poi la vetturina se la porta via.
Riesco ad arrivare al portone, lo spingo ed entro. Altra porta di ferro battuto e poi le larghe scale di legno, appoggio il piede sul primo gradino e ho già stappato la birra.
Non sono quello con qualcosa di speciale da dire.

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From → Roma

3 commenti
  1. Certo che con te non ci annoia
    Gradisco la tua scrittura
    Ti lascio a una bella giornata
    Mistral

  2. Sì, soprattutto in estate
    Ciao, un sorriso pomeridiano,quasi serale
    Mistral

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