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Un nuovo Schulz

20 agosto 2015
Tornato dalle ferie, dopo aver macinato un pò di chilometri, non tanti. Tornato al fresco nord, dopo aver sudato, non troppo, tranne un pomeriggio assolato a Palermo. Ma era colpa della birra, del vino, dei negroni. Non ha fatto così caldo in Italia, in fin dei conti. Poteva andare peggio.
Di queste ferie, le prime mai avute in vita mia, le prima così lunghe (e pagate), hanno avuto un solo neo: zero tempo per scrivere. Come tutti i trentenni con in passato qualche velleità creativa, ho bisogno di troppe condizioni speciali per sentirmi a mio agio e buttare giù due righe (da qui anche la stitichezza di questo luogo virtuale).
Oltre questo, ho letto, poco e pochissimo e avrei voluto qualche giorno in più in un luogo come casa, appunto, per svecchiare i tanti pensieri accumulati. Tanti percorsi ingarbugliati.
Poi tanto mi rendo conto che mi ci vorrebbero un paio di mesi per fare ordine, davvero allora sticazzi lasciamo perdere.
Delle poche letture fatte, nell’ultimo mese, ci sono due fumetti e una specie di breve autobiografia.
Visto che parlare d’altro sarebbe troppo complicato, non c’è niente di più semplice che commentare il lavoro altrui e farsi passare la fame.


Sketchbook diaries: 1
Kochalka, James


Che dire?
Non saprei come esprimere meglio il mio disagio dopo aver letto questa collezione di vignette.
Non so nulla di questo autore, ho letto solo questo volumetto e a solo questo mi riferisco, magari è un genio stile Moebius, ma per quel che ho visto mi risulta soltanto imbarazzante.
In quarta copertina viene osannato come candidato nuovo Schulz.
Ok, si scrive di tutto per vendere, lo sappiamo già.
La quotidianità descritta è priva di poesia, la traduzione del vissuto sembra bisbigliare banalità. Mi spiace essere ruvido in questa recensione, ma proprio non sono riuscito ad apprezzarlo.
Lo dico a chiunque sia capace di reggere una matita in mano: lanciatevi, non c’è nulla di cui aver paura, se questo è il nuovo Schulz c’è tantissimo spazio per migliorare.


Rughe
Roca, Paco


Storia coinvolgente e drammatica, un tratto piacevole, colori tenui, testi ben scritti. Si legge facilmente, sia dal punto grafico che letterario. Emozionante, a volte, ho scoperto che ci hanno fatto anche un film d’animazione. Immagino possa piacere un pò a tutti, tono molto famigliare. Sulla scia di film come Away from Her (non sto parlando di Her, che non ho ancora visto), che però rispetto questo fumetto ha una potenza narrativa più incisiva. Questo se si potesse mettere a confronto un film ed un fumetto.

 


Prima pagare, poi ricordare
Filippo Scozzari


Sicuramente i più godibile dei libri letti quest’anno. Ripercorre la storia di Cannibable, del Male e Frigidaire, ma soprattutto la vita negli anni di tanti osannati e dimenticati autori del fumetto durante gli anni 70, 80, 90.  Da Tamburrini, Liberatore e ovviamente Pazienza. Tante le sentenze sparate con il fucile a canne mozze, insulti un pò per tutti, un linguaggio coinvolgente e vario. Che sia o meno condivisibile il suo parere, ad esempio su Pentothal di Pazienza che viene stroncato come poco rappresentativo o di basso valore, in ogni caso rappresenta in maniera concreta la vita di questi “geni” che rivoluzionarono per un periodo la carta stampata dell’epoca, portando il caos, la satira, la violenza e il sesso sulla prima pagina delle loro pubblicazioni. Vale la pena di comprarlo e leggerlo, rispetto ai testi sopra, una spanna sopra senza dubbio. Ma è solo prosa, non fumetti, sarà legale metterli a confronto?
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