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Wild Nights

21 novembre 2016

<Buonasera>

<Buonasera>

<Posso invitarla nel nostro strip club?>

C’è ancora luce, siamo all’imbrunire, porto il passamontagna e una busta di plastica minuscola, di quelle impossibili da riutilizzare, una bustina della farmacia. Lei non ha nemmeno notato il mio volto, emaciato, la barba troppo folta, o forse sì ma che importa?
E io, preso in flagrante, impreparato, mi scuso.

<Mi spiace, ma sono malato>

Le mostro il sacchetto da cui fanno capolino una dozzina di scatolette di carta plastificata, con nomi appariscenti, alcuni ridondanti, come l’apap. Apap, che poi sarebbe la tachipirina.
Lei rimane per un millesimo di secondo esterrefatta, o almeno è quello che mi immagino, mi illudo. Meccanicamente muove le labbra, la lingua, emette suoni automatici.

<Entrata gratuita! Beva con noi una birra, ci sono un sacco di belle ragazze>

<Ma io non mi sento mica bene>

<Entra dai! Solo un giro!>

Non so più cosa dire, forse proprio perché è il classico caso in cui non c’è proprio nulla da aggiungere. Limpido, dovrei tirar dritto, andar via, tagliare il monologo, la connessione. Strano che invece non aggiungo altra demenza senile al colloquio, semplicemente mi assopisco in uno stato confusionale, sono all’angolo.
Mi vedo al bancone, con una Lech free, circondato da foglietti con le istruzioni, tra un integratore di vitamina D3, un antibiotico a gocce per l’otite cronica, la propoli, vitamina C, vix in polvere, uno sciroppo lenitivo per la gola che sa di uva, tremendo. Non ci sono i fermenti lattici vivi, me li sono dimenticati.
Raccolgo ricette, consigli, insinuazioni, prendo tutto.
La morte è bene, lo dice anche il Talmud, però sempre domani. Io, il bancone, il barista che è un armadio con due braccia che potrebbero spezzarmi la schiena in pochi secondi. Tra me e lui, soltanto dolori muscolari cronici.
Intanto gambe che svolazzano, reggicalze, reggiseni, mutandine, io con un torcicollo diabolico che provo a decifrare le controindicazioni.

La ragazza cambia obiettivo, un gruppo di ragazzi rasati, palestrati, rigorosamente in bomberino.
Se ne va e io rimango con il mio sacchetto.

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From → Categorie, Trasferta

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